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Conte rilancia sul woke e anticipa il Pd: nuove tensioni nel centrosinistra

Conte rilancia sul woke e anticipa il Pd: nuove tensioni nel centrosinistra

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Il 21 agosto Giuseppe Conte ha scelto di intervenire con una lettera aperta pubblicata su Repubblica sul tema del woke, una mossa letta come un sorpasso politico sul Partito Democratico nel pieno del confronto interno sul posizionamento del centrosinistra.

Il tempismo è apparso tutt’altro che casuale. La presa di posizione dell’ex premier e leader del Movimento è arrivata dopo due elementi provenienti dagli Stati Uniti: un’intervista di Alexandria Ocasio-Cortez, deputata di Brooklyn, che ha preso le distanze dalle esasperazioni del woke, e un editoriale del Financial Times che si domandava perché un socialista debba essere anche woke. In questo quadro, Conte ha colto l’occasione per spostare l’asse del dibattito mentre, nel centrosinistra, molti guardavano ancora all’estate più che alle polemiche ideologiche.

Ocasio-Cortez, indicata come possibile protagonista di una corsa alla Casa Bianca nel 2028, ha definito la cultura woke una follia e ha invitato a concentrare l’attenzione sull’economia. Questa posizione ha offerto a Conte un terreno utile per intervenire prima del Pd su un tema diventato improvvisamente centrale nello spazio pubblico.

Nel campo democratico le reazioni non sono state univoche. Il senatore Filippo Sensi ha ridimensionato la rilevanza del tema e ha accusato Conte di usare il dibattito per colpire i dem: «L’unica novità della lettera che leggo è la spregiudicatezza con cui saltano addosso al dibattito del momento». Sensi ha anche sostenuto che il Pd venga ridotto a una caricatura contrapposta a Ocasio-Cortez.

Sulla stessa linea si è mossa la deputata Lia Quartapelle, che ha definito Conte «l’‘Ocasio-Cortez di Volturara Appula’» e ha indicato altre priorità per la sinistra, in particolare Ucraina e riarmo. Al tempo stesso, la vicenda ha aperto un confronto reale dentro il Pd.

Alessandro Alfieri ha ammesso che negli Stati Uniti «si è arrivati all’esasperazione», riconoscendo il rischio che la sinistra venga percepita come concentrata solo su alcune battaglie identitarie. Ha inoltre osservato che gli eccessi hanno creato «terreno fertile» per Roberto Vannacci. Di segno opposto le posizioni di Laura Boldrini, critica verso l’uso stesso del termine woke, e di Alessandro Zan, schierato a difesa delle battaglie per i diritti civili.

La vicenda mette così in evidenza un campo largo diviso su un tema importato dagli Stati Uniti e non scelto autonomamente, mentre Conte ottiene un posizionamento mediatico e politico chiaro. Alla sinistra resta l’interrogativo se si tratti di una riflessione sulle priorità o dell’ennesimo ritardo del Pd rispetto a temi dettati altrove.

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