La revisione del Codice della strada entra nella fase di consultazione, destinata a chiudersi il 13 settembre, quando il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti raccoglierà le osservazioni delle associazioni di settore prima di definire il testo finale. L’approdo in Consiglio dei ministri è atteso entro il 14 ottobre, ma il pacchetto di modifiche è ancora aperto e può cambiare.
Tra i capitoli più delicati c’è quello delle patenti. Nel testo in discussione compare infatti l’ipotesi di abbassare a 17 anni l’età per ottenere la patente B. Spunta anche una categoria dedicata alle bici elettriche, indicate come “bici a propulsione”: per circolare su strada, in questo caso, sarebbe obbligatorio il casco. Per le biciclette a pedalata assistita o muscolari, invece, l’obbligo resterebbe limitato ai minori di 14 anni.
La riforma interviene poi su una serie di condotte considerate reati stradali, tra cui gare clandestine, parcheggio abusivo, alterazione delle targhe, fuga all’alt, forzatura del posto di blocco, guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti. Per queste violazioni sono previste la decurtazione di 1-10 punti, in base alla gravità, fino al ritiro della patente.
Resta centrale anche il capitolo delle sanzioni. Verrebbe eliminato l’aumento automatico delle multe ogni due anni; gli importi crescerebbero solo nei casi aggravati, per esempio per neopatentati, mezzi pesanti, utenti vulnerabili o condizioni psicofisiche alterate. In alcune ipotesi, come per l’eccesso di velocità, le sanzioni verrebbero invece ridotte. I proventi continuerebbero a essere destinati interamente alla sicurezza stradale.
Nel nuovo impianto entrerebbe inoltre il “divieto di guida”, chiamato a sostituire la sospensione della patente: non avrebbe più una durata minima o massima e scatterebbe in modo automatico e immediato, senza passare dal prefetto. Cambierebbe anche la struttura delle multe principali, che passerebbero da 82 a 21 e verrebbero arrotondate a 5 o 10 euro, mantenendo lo sconto del 30% per chi paga entro cinque giorni.
Per i limiti di velocità verrebbero introdotti criteri di progressività e proporzionalità. In autostrada si parlerebbe di 10 euro per ogni km/h oltre il limite, mentre in città la sanzione potrebbe essere di 5 o 10 euro per ogni km/h in più, a seconda della gravità. Lo stesso principio varrebbe per la durata del divieto di guida, che scatterebbe oltre i 20 km/h in più in autostrada e oltre i 40 km/h in città, e per i punti sottratti, fissati a 4, 6 o 8 in base alla violazione.
Tra le altre novità figurano la revisione dei verbali inviati al proprietario dell’auto, che non potrebbero più includere costi di accertamento, assistenza legale e recupero crediti, e l’introduzione dell’ausiliare di polizia stradale. Questa figura avrebbe il compito di regolare il traffico in caso di congestione e assenza di semafori, oltre a intervenire nei rilievi degli incidenti con soli danni materiali su strade urbane o extraurbane secondarie. Restano invariati i limiti per accertare la guida in stato di ebbrezza e i termini per il ricorso: 30 giorni al giudice di pace e 60 al prefetto.




