L’inviato del Tg2 Lorenzo Lo Basso è stato fermato all’arrivo a Ceuta, l’exclave spagnola, insieme alla troupe con cui viaggiava. L’episodio si è verificato nella notte, intorno all’una, dopo lo sbarco e l’esibizione del passaporto italiano.
Raccontando i fatti ad Agorà Estate, Lo Basso ha spiegato che le autorità hanno approfondito i controlli dopo aver notato le telecamere nell’auto. Secondo il giornalista, gli è stato detto che non sarebbe stato possibile entrare con quell’attrezzatura perché mancava una «autodichiarazione, gratuita».
Lo Basso ha riferito di aver già raggiunto in passato Ceuta senza incontrare verifiche simili e ha aggiunto che, in questa occasione, «evidentemente i controlli sono stati potenziati». Alle persone a bordo sarebbe stato proposto di tornare indietro oppure di lasciare macchina e strumenti; lui ha detto di aver chiesto di consegnare il passaporto e rientrare più tardi per regolarizzare la pratica, ma senza successo: «sono stati irremovibili».
La troupe è quindi ripartita a piedi dal porto verso le due del mattino, senza telecamere. Il giornalista ha inoltre sostenuto che la loro fosse l’unica auto fermata in quel modo e che gli altri passeggeri siano andati via normalmente: «da quella nave sono sbarcate un centinaio di auto e solo la nostra è stata sottoposta a questo trattamento».
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato Unirai Figec, che in una nota ha espresso preoccupazione per la rigidità delle autorità spagnole verso la troupe. L’organizzazione ha sottolineato che i colleghi hanno dovuto abbandonare auto e attrezzatura, restando a piedi di notte e rischiando di saltare il collegamento televisivo del giorno dopo. Nella stessa nota, il sindacato ha aggiunto che i controlli rafforzati degli ultimi giorni colpirebbero in particolare gli italiani e metterebbero in discussione la libera circolazione dei cittadini europei.




