Lo shock energetico legato alla guerra in Medio Oriente rischia di colpire soprattutto le famiglie europee con i redditi più bassi. La Banca centrale europea, nel suo ultimo Bollettino economico, avverte che l’aumento di petrolio e gas si traduce in bollette più alte, minore potere d’acquisto e una pressione più intensa sui consumi.
Per i nuclei meno abbienti, osserva la Bce, luce, gas e altre utenze assorbono circa il 9% del bilancio complessivo, contro una media del 5,5% per tutte le famiglie. Questo riduce i margini per comprimere altre spese o attingere ai risparmi e può peggiorare la capacità di accumulo. Lo studio cita per questi nuclei un tasso di risparmio mediano negativo pari a circa il -5,8% del reddito disponibile, segnalando che i consumi superano quanto coperto dalle entrate correnti e richiedono quindi risorse aggiuntive.
L’istituto mette in guardia anche su effetti più ampi per l’economia dell’area euro. Il caro energia può frenare domanda interna, consumi e investimenti, soprattutto se si verificassero nuove interruzioni nelle forniture energetiche, un deterioramento della fiducia nei mercati finanziari, un irrigidimento del credito o ulteriori frizioni nel commercio internazionale. Nel Bollettino si legge che «Nuove interruzioni nelle forniture di beni energetici potrebbero determinare un ulteriore aumento delle quotazioni dell’energia per un periodo più lungo di quanto attualmente atteso».
Sul fronte dei prezzi, la Bce sottolinea che gli effetti dello shock energetico non si sono ancora dispiegati pienamente. Nel testo viene indicato che a giugno 2026 l’inflazione complessiva annua nell’area euro è scesa al 2,8% dal 3,2% di maggio, grazie a cali in tutte le componenti. Il 23 luglio, inoltre, il Consiglio direttivo ha lasciato invariati i tassi, confermando il tasso sui depositi al 2,25%, e ha mantenuto una posizione definita favorevole per affrontare l’incertezza legata al conflitto. Per la Bce, l’andamento dei prezzi dell’energia resta quindi un fattore decisivo per valutare le prospettive economiche dell’Eurozona nei prossimi mesi.


