Alberto Núñez Feijóo sta valutando un cambio di impostazione: non attendere più l’erosione politica di Pedro Sánchez, ma provare a costruire in Parlamento i numeri per sostituirlo. Il primo banco di prova sarebbe la crisi legata a Ceuta e la riforma della legge sull’immigrazione che il Partido Popular intende portare al Congresso a settembre.
La proposta, nelle intenzioni del PP, servirebbe soprattutto a misurare se esista già una maggioranza alternativa al governo socialista. Il contenuto immediato riguarda l’estensione del «rechazo en frontera» anche agli ingressi irregolari via mare a Ceuta e Melilla, ma il vero punto resta il conteggio dei voti.
L’aritmetica parlamentare, infatti, è centrale nella strategia di Feijóo. Il PP dispone di 137 deputati, Vox di 32: insieme arrivano a 169. Con UPN e Coalición Canaria il totale salirebbe a 171. I sette deputati di Junts porterebbero il blocco a 178, quindi oltre quota 176, necessaria per far passare una mozione di censura costruttiva contro Sánchez.
In Spagna questo strumento può essere presentato con almeno 35 firme, deve indicare un candidato alternativo e, se approvato, investe automaticamente il nuovo nome della fiducia del Congresso. Per questo il PP non intenderebbe bruciare la carta senza certezze: settembre servirebbe a verificare la disponibilità dei voti, con l’eventuale ricorso alla mozione rinviato a ottobre.
Il nodo politico è Carles Puigdemont. Feijóo non punterebbe subito a un patto di governo con Junts, ma a costruire successive maggioranze contro Sánchez, a partire dall’immigrazione, per normalizzare l’idea di una convergenza parlamentare tra PP, Vox e Junts. L’ex presidente catalano, però, resta decisivo: può continuare a usare i suoi sette voti per ottenere concessioni dalla Moncloa oppure scegliere di aprire davvero il dopo-Sánchez.
Resta anche un ostacolo evidente: una mozione di censura vera e propria costringerebbe gli indipendentisti catalani ad assumersi pubblicamente la responsabilità di rendere presidente Feijóo con il sostegno determinante di Vox, passaggio molto più impegnativo rispetto al voto su un singolo provvedimento. Per il leader popolare, dunque, la partita partirebbe da una prova più semplice, ma politicamente indicativa.
Il contesto, per il PP, viene descritto come favorevole. Sánchez entrerebbe nell’autunno nel momento di maggiore vulnerabilità della legislatura, con una fragilità parlamentare aggravata dalla crisi di Ceuta e dallo scontro diplomatico con l’Italia. Dopo l’ondata migratoria nell’enclave spagnola, il governo Meloni ha introdotto controlli temporanei per gli arrivi dalla Spagna e Madrid ha risposto con controlli reciproci sui viaggiatori provenienti dall’Italia.
La tensione mantiene l’immigrazione al centro del dibattito e rafforza il terreno d’azione del PP. Sullo sfondo pesano anche le vicende giudiziarie che toccano il PSOE e persone vicine al premier: Sánchez non risulta personalmente imputato nelle inchieste citate, ma vengono ricordati la condanna dell’ex ministro José Luis Ábalos nell’inchiesta sulle mascherine, il coinvolgimento di Santos Cerdán in un procedimento per corruzione e traffico di influenze, e le indagini che riguardano la moglie Begoña Gómez e il fratello David Sánchez.
Il Congresso aveva già approvato a giugno una mozione del PP che parlava di una situazione di «estrema debolezza» del governo. In questa lettura, Feijóo vuole capitalizzare proprio su quel dato per spingersi verso un’operazione d’autunno che potrebbe finire con una richiesta di elezioni anticipate, con la pressione su Sánchez per la perdita della maggioranza o, se Junts offrisse garanzie sufficienti, con la presentazione della mozione di censura.
Il punto più delicato resta tenere insieme forze quasi incompatibili come Vox e Junts, con posizioni opposte su Catalogna, autonomie e assetto dello Stato. Per il PP, però, l’obiettivo iniziale non sarebbe una coalizione omogenea: basterebbe una maggioranza aritmetica capace di chiudere la stagione di Sánchez. In questa prospettiva, la crisi di Ceuta non sarebbe solo un passaggio sull’immigrazione, ma il possibile avvio di una strategia più ampia per portare Feijóo alla Moncloa.



