È morto oggi Varenne, il trottatore italiano nato il 19 maggio 1995 a Copparo, in provincia di Ferrara, e per molti il più forte di sempre. Aveva 31 anni ed è scomparso nell’allevamento LJ di Eboli, dove viveva dal marzo 2025 dopo aver trascorso gli ultimi due anni della sua vita in Campania.
Secondo quanto riferito dalla scuderia, la causa del decesso è stata un infarto, o comunque un arresto cardiaco fulminante. Nella nota diffusa su Instagram si legge che «questa notte Varenne è venuto a mancare» e che il veterinario ne ha accertato la causa. Dario De Angelis ha parlato di «un arresto cardiaco fulminante, veloce com’era lui in pista», aggiungendo che il cavallo non ha sofferto.
Soprannominato “Il Capitano”, Varenne era figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz. Il suo nome derivava dalla rue de Varenne di Parigi, dove si trova l’ambasciata italiana in Francia.
La carriera era iniziata il 4 aprile 1998 a Bologna, quando all’esordio fu squalificato per una rottura al galoppo, ma lasciò già intravedere il proprio valore con una grande rimonta. Allenato dal finlandese Jori Turja e guidato quasi sempre dal driver romano Giampaolo Minnucci, Varenne dominò il trotto internazionale: in 73 corse raccolse 62 vittorie, 6 secondi posti e 2 terzi posti, superando i 6 milioni di euro di premi e diventando il trottatore più vincente al mondo.
Il suo palmarès comprende il Derby italiano del trotto del 1998, il Gran Premio delle Nazioni del 1999, tre Gran Premi Lotteria di Agnano consecutivi dal 2000 al 2002, due Prix d’Amérique a Parigi nel 2001 e nel 2002, due Elitloppet a Stoccolma negli stessi anni e la Breeders Crown del 2001 negli Stati Uniti. Proprio al Meadowlands di New York, nella finale della Breeders Crown, fermò il cronometro in 1’51"1 sul miglio, allora record mondiale, con una media di 1’09"1 al chilometro. Il 2001 fu l’anno della consacrazione definitiva, mentre il titolo di Cavallo dell’anno arrivò in Italia nel 2000, 2001 e 2002, in Francia nel 2001 e 2002 e negli Stati Uniti nel 2001.
La carriera agonistica si concluse il 28 settembre 2002 a Montréal, nella tappa finale della World Cup: perse quella corsa, ma vinse comunque il trofeo grazie ai risultati ottenuti nelle prove precedenti. Dopo il ritiro diventò stallone e generò più di duemila figli. Ha vissuto per 17 anni all’allevamento Il Grifone di Vigone, nel Torinese, fino al 2019, prima di passare in altre strutture e infine in Campania.
Jacopo Brischetto, titolare de Il Grifone, lo ha ricordato dicendo che «Per noi è come se fosse immortale» e sottolineando che il cavallo aveva segnato profondamente la vita dell’allevamento e del pubblico, attirando per anni migliaia di persone. Minnucci, il driver che più a lungo lo ha accompagnato, ha affermato che «La storia l’ha scritta lui» e ha descritto il loro rapporto come un connubio e una macchina perfetta, aggiungendo che gli deve la popolarità che ha tra la gente. Ha ricordato anche il loro ultimo incontro, lo scorso 19 maggio, giorno del compleanno del cavallo, e ha indicato come ricordo più forte l’ultima gara in Canada, quando Varenne fu retrocesso per una squalifica nell’ultima curva.
De Angelis ha spiegato infine che il trasferimento a Eboli era stato fortemente voluto dallo storico proprietario Enzo Giordano, indicato come il vero motore di quella scelta. Giordano si era ammalato poco dopo e non aveva potuto godersi la presenza del cavallo. Secondo De Angelis, oggi idealmente si sono ritrovati di nuovo il più grande cavallo e il più grande proprietario.




