È morta nella notte all’ospedale Civico di Palermo una bambina di 4 anni, dopo un quadro clinico che i medici collegano a una sospetta difterite. La piccola, secondo le prime informazioni, non era vaccinata per scelta dei genitori.
I sintomi sarebbero comparsi giovedì 13 agosto. Dopo un primo accesso al pronto soccorso dell’ospedale Cervello, la bambina era stata dimessa. Due giorni più tardi le condizioni si sono aggravate e il ricovero è proseguito prima in terapia intensiva all’ospedale dei Bambini, sempre nel capoluogo siciliano, poi nel reparto di cardiochirurgia. Qui è stata trattata con Ecmo ed emodialisi nel tentativo di ripulire il sangue.
La Procura di Palermo ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita all’istituto di medicina legale del Policlinico. I carabinieri, su delega dei magistrati, acquisiranno la cartella clinica per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.
L’allarme era partito dalla pediatra di base, che aveva chiesto il ricovero per una sospetta difterite. La professionista non aveva mai visitato prima la bambina, che aveva quattro anni e mezzo. Dalle informazioni riportate risulta anche che i genitori, originari di un quartiere popolare di Palermo, non avevano voluto vaccinarla perché convinti che un caso di autismo in famiglia fosse stato causato da una vaccinazione.
Nel pomeriggio di martedì 18 agosto, dopo la conferma della diagnosi da parte delle strutture che l’avevano curata, la pediatra ha scritto ai genitori dei suoi piccoli pazienti ricordando che la vaccinazione antidifterica è obbligatoria e gratuita per i minori tra 0 e 16 anni. Nella stessa comunicazione ha invitato chi non è vaccinato o ha un ciclo incompleto a regolarizzarsi subito all’Asp e ha precisato che il caso riguardava «un mio paziente con genitori no vax», chiedendo un riscontro immediato sulla vaccinazione.
Sul caso è intervenuto Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute e oggi direttore generale dello Spallanzani. Vaia ha definito la vicenda «Una tragedia che ci colpisce profondamente» e ha invitato a non cercare colpe immediate nei genitori, sottolineando che saranno gli accertamenti a chiarire tutto. Ha poi richiamato il peso della disinformazione contro i vaccini, spiegando che «I vaccini hanno salvato milioni di vite» e che non devono diventare un’arma politica o ideologica. Nel suo intervento ha distinto tra chi ha paura, da ascoltare e accompagnare, e chi alimenta consapevolmente falsità e consenso deformando i dati. Ha infine richiamato i progressi della ricerca sui vaccini terapeutici, citando i risultati del vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck, per ribadire che la scienza va verificata e migliorata ma non demonizzata.




