La Federal Aviation Administration ha certificato il Boeing 737 MAX 7, aprendo la strada all’ingresso in servizio del modello nel 2027, oltre otto anni dopo il primo volo. Il via libera è arrivato dopo un iter lungo, rallentato da problemi tecnici e regolatori che avevano fatto slittare consegne inizialmente previste da Boeing per il 2019.
La FAA ha spiegato che l’autorizzazione «riflette anni di lavoro sostenuto per risolvere problemi tecnici complessi e per condurre un esame approfondito del progetto dell’aereo e delle relative analisi di sicurezza». A metà luglio Boeing aveva indicato che il MAX 7 aveva totalizzato 686 ore di test in 441 voli e 349 ore di prove a terra; tra gli elementi più delicati validati figura anche il sistema antighiaccio dei motori, descritto come uno dei nodi più difficili.
Il certificato arriva mentre la famiglia 737 MAX raggiunge un altro traguardo commerciale. A giugno, con 7.206 ordini netti dal 2011, è diventata la serie più ordinata nella storia della famiglia 737, superando il 737 NG fermo a 7.159 ordini netti. A fine giugno risultavano ancora 4.363 aerei nel portafoglio ordini. Il programma era stato presentato da Boeing il 30 agosto 2011 a Seattle per competere con l’A320neo di Airbus.
La linea produttiva del 737 MAX resta concentrata a Renton, vicino Seattle, su tre linee di assemblaggio, mentre una quarta, la “North Line”, è entrata in funzione il 6 luglio a Everett, nello stabilimento dei 777 e dei 767F, per sostenere un ritmo produttivo che oggi è pari a 47 aerei al mese. Ogni linea conta dieci stazioni in cui le fusoliere, costruite a Wichita in Kansas, vengono equipaggiate con ali, sedili, cablaggi e motori.
Boeing afferma che il 737 MAX consuma il 20% in meno di carburante, emette il 20% in meno di gas serra ed è il 50% più silenzioso del predecessore. La famiglia è prevista in quattro versioni: il MAX 7, con capacità fino a 172 passeggeri e autonomia di 7.040 chilometri, aveva 310 ordini a fine giugno; il MAX 8, fino a 210 posti e 6.480 chilometri di autonomia, contava 6.019 ordini, di cui 2.659 ancora da consegnare; il MAX 9, fino a 220 posti e 6.110 chilometri di autonomia, aveva 606 ordini, con 177 da consegnare; il MAX 10, fino a 230 posti e 5.740 chilometri di autonomia, era a quota 1.678 ordini.
Il MAX 8 è coinvolto nei due incidenti del 2018 e del 2019 che hanno causato complessivamente 346 morti e la sospensione globale dei voli dei 737 MAX per almeno venti mesi, con la causa principale attribuita a un problema di progettazione del software antistallo MCAS. Il MAX 9 è invece il modello coinvolto nell’incidente del 5 gennaio 2024, quando un pannello di chiusura di una porta si staccò in volo da un aereo consegnato ad Alaska Airlines, provocando alcuni feriti lievi e una forte crisi per Boeing, tra indagini delle autorità e del Congresso, limiti alla produzione, l’uscita di scena dell’amministratore delegato e una revisione dei controlli di qualità.
Per il MAX 10, che ha effettuato il primo volo il 18 giugno 2021 e avrebbe dovuto iniziare le consegne nel 2023, la certificazione FAA non è ancora arrivata. Boeing prevede che, dopo il MAX 7, il via libera possa giungere rapidamente e consentire di avviare le consegne anche di questa versione nel 2027.




