Il rincaro della benzina negli Stati Uniti sta accelerando il passaggio degli automobilisti verso le auto ibride, con effetti favorevoli soprattutto per i costruttori asiatici e meno per le Big Three di Detroit e per il comparto delle elettriche pure.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita RBC Capital Markets, a luglio le vendite di ibride sono cresciute di quasi il 20% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre il mercato auto complessivo ha segnato un calo dell’1,5%. Nel segmento, i gruppi asiatici continuano a rafforzarsi: Hyundai ha messo a segno un aumento del 62% su base annua, sostenuto anche dalla scelta di convertire un grande impianto in Georgia per la produzione di modelli ibridi ed EV.
In crescita anche Toyota, salita del 22%, e Honda, avanzata del 15%. Nel complesso, le case asiatiche controllano ora l’86% del segmento ibrido negli Usa, un dato che evidenzia lo spostamento della domanda verso soluzioni percepite come più pratiche e immediate. I consumatori sembrano preferire le ibride tradizionali alle plug-in perché permettono di risparmiare subito sui consumi e non impongono problemi legati alla ricarica.
La crescita delle elettriche viene frenata anche dalla fine degli incentivi fiscali da 7.500 dollari decisa dall’amministrazione Trump. Il Financial Times riporta inoltre che il 21% degli ex proprietari di Tesla sta passando all’ibrido, soprattutto su Toyota. In ritardo su questo segmento, Ford e General Motors stanno provando a recuperare, convertendo parte delle loro gamme verso ibride ed elettriche ad autonomia estesa, considerate particolarmente adatte ai grandi pick-up.




