La Federal Aviation Administration ha disposto ispezioni obbligatorie su alcuni Boeing 737 Max dopo aver rilevato crepe su componenti strutturali di aerei Boeing di precedente generazione. La direttiva riguarda, secondo quanto riportato da CBS News, 471 velivoli negli Stati Uniti e 1.429 nel mondo, e coinvolge i modelli 737 Max 8, 737 Max 9 e 737-8200.
L’autorità americana ha spiegato che l’intervento nasce da segnalazioni di fessurazioni nella fascia di rinforzo strutturale attorno al portellone di servizio anteriore, vicino alla zona galley sul lato destro di alcuni 737 più datati. La FAA ha precisato che, al momento, non sono state rilevate crepe sui 737 Max interessati, ma ha imposto una tempistica precisa per le verifiche, così da individuare eventuali danni ed eseguire le riparazioni prima che diventino un problema di sicurezza.
Secondo la FAA, le crepe osservate sugli aerei più vecchi si sono sviluppate nella cosiddetta bear strap, una componente che rinforza le aree attorno ai portelloni e alle uscite di emergenza e che può fessurarsi per le sollecitazioni accumulate in decolli e atterraggi. Boeing ha dichiarato di aver informato già nel 2019 gli operatori dei 737 Next Generation sul problema, fornendo istruzioni per ispezioni raccomandate, e di aver esteso nel 2024 le verifiche anche ai 737 Max per le similitudini progettuali e costruttive con la famiglia Next Generation.
La società ha inoltre detto di stare analizzando le cause delle crepe per evitare che si ripresentino sui futuri velivoli. Sul fronte delle compagnie aeree, Southwest Airlines ha fatto sapere di star esaminando la direttiva della FAA e di voler completare le ispezioni entro le scadenze fissate, mentre United Airlines ha affermato di non prevedere impatti operativi nel breve termine e di programmare i controlli durante la manutenzione pesante.




