La tensione tra Stati Uniti e Iran resta alta dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha detto di aver sospeso un «attacco massiccio» contro Teheran dopo colloqui con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e con lo stesso Iran.
Nel corso di un intervento nello Studio Ovale, il presidente americano ha sostenuto che i contatti con Teheran «si stanno svolgendo in questo momento» e che i negoziati sarebbero partiti «su richiesta di Teheran». Ha aggiunto che i Paesi del Golfo lo avrebbero chiamato per concedere un’ultima possibilità alla crisi, definendo la situazione «l‘ultima chance per l’Iran per raggiungere un accordo ed evitare l’escalation di attacchi americani».
Trump ha indicato anche una possibile sequenza in due passaggi: prima la riapertura dello Stretto di Hormuz, poi la questione del programma nucleare iraniano. Sullo stesso fronte, ha ribadito che non consentirà a Teheran di imporre pedaggi nello Stretto, affermando: «Non permetterò che l’Iran imponga pedaggi a nessuno. Abbiamo il controllo totale».
La versione americana è stata però smentita da Teheran. Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che «Al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti», negando quindi che vi siano trattative attive.
Trump ha anche sostenuto che l’Iran fosse consapevole del fatto che l’operazione americana in preparazione sarebbe stata «disastrosa» e «il più grande dalla Seconda guerra mondiale», aggiungendo che il Paese «non sarebbe stato nemmeno ricostruibile». In un altro passaggio ha detto: «Hanno chiamato e hanno detto, ’per favore non attaccare, faremo un accordo’. Questa è la verità e lo sanno tutti».
Dopo le sue parole, il prezzo del petrolio è sceso sotto gli 80 dollari al barile.




