A Marco Simone, alle porte di Roma, il rogo divampato sabato nel tardo pomeriggio ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione. In via Rocca Canterano restano auto bruciate, uno scooter ridotto in cenere e un’aria ancora carica di fumo e fuliggine, mentre alcune abitazioni risultano inagibili in attesa della ionizzazione.
Tra i residenti colpiti ci sono Enza e Veronica, che a due giorni dall’incendio raccontano di essersi intossicate e di aver riportato danni alla casa nel tentativo di fermare le fiamme prima dell’arrivo dei soccorsi. Veronica ha definito il rogo «un vortice di fuoco» e ha spiegato che, insieme ai vicini, ha provato a contenerlo con il tubo da giardino.
In quei momenti, ha aggiunto, il vicino Gianni è intervenuto perché nell’area c’erano bombole del gas per i barbecue: se fossero esplose, ha raccontato, avrebbero potuto distruggere le abitazioni. Le due donne hanno spiegato di essersi protette il viso con asciugamani bagnati e di aver avvertito calore insopportabile, bruciature e conseguenze agli occhi. I vigili del fuoco, dicono, sono arrivati appena in tempo, quando il fuoco stava raggiungendo il lato destro della loro casa.
Enza ha riferito che l’ambulanza le aveva consigliato di andare subito al pronto soccorso, ma lei ha scelto di restare perché la casa stava ancora bruciando e il cane era all’interno. Più tardi, alle 23, le due residenti sono state richiamate perché dal fondo della vallata riprendevano i lapilli verso gli alberi.
Entrambe si sono sottoposte agli esami per l’intossicazione da monossido di carbonio. Enza ha detto di soffrire di asma, mentre Veronica ha spiegato di avere l’enfisema. Per entrambe, senza una completa ionizzazione della casa non sarà possibile rientrare.
Sulle cause dell’incendio stanno indagando le forze dell’ordine. In zona circola l’ipotesi, non confermata, che il rogo sia partito da due ragazzini che avrebbero dato fuoco per gioco a una balla di fieno. Enza ha anche collegato i danni alla mancanza di prevenzione nell’area, lamentando che non sia stato tagliato lo stralcio dell’erba e le canne: «farlo ad agosto è inutile», ha detto, sostenendo che a pagare siano i residenti, rimasti senza auto e con le case distrutte.

