Ai Campi Flegrei lo sciame sismico continua dopo la scossa di magnitudo 4.7 registrata ieri alle 19:46-19:47 con epicentro nell’area della Solfatara di Pozzuoli, la più intensa degli ultimi 40 anni nel periodo coperto dal monitoraggio strumentale continuo dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV. Poco dopo, intorno alle 22, è arrivata anche una replica di magnitudo 3.8, mentre in città e nei comuni vicini molti residenti sono scesi in strada tra blackout e allarmi scattati in modo improprio.
Il quadro dei feriti è rimasto in evoluzione per tutta la giornata. Le prime indicazioni parlavano di 21 ricoverati, poi il conteggio è salito a 26 feriti complessivi, con 21 persone all’ospedale di Pozzuoli e 5 a Giugliano. In una ricognizione successiva, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha riferito che restavano 5 ricoverati e che gli altri erano stati dimessi. Anche il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni ha spiegato che i 21 feriti erano «quasi tutti dimessi» e che i cinque rimasti in ospedale non sarebbero in pericolo di vita. La distribuzione indicata è di due pazienti a Giugliano e tre a Pozzuoli, ma le verifiche ancora in corso lasciano aperta la possibilità di ulteriori aggiornamenti.
La Protezione civile parla di 130 famiglie costrette a lasciare casa, per un totale di circa 300 persone. I vigili del fuoco, attraverso il comandante Giuseppe Paduano, hanno indicato che gli sgomberi si sono concentrati soprattutto nella zona del porto, in particolare in via Pisani, via Roma e via Fasano. In un altro passaggio Paduano ha aggiunto che i nuclei familiari sgomberati sono 130 e che restano circa 60 richieste di verifiche statiche da eseguire. Tra gli edifici più compromessi c’è uno stabile di tre piani in II traversa Virgilio, abitato da 18 nuclei familiari, evacuato in via preventiva per lesioni strutturali rilevanti. Nel territorio sono stati segnalati anche crolli di case disabitate, lesioni, cedimenti, smottamenti e frane di lieve entità.
Le conseguenze più pesanti si concentrano sulle infrastrutture. La Capitaneria di porto ha interdetto l’uso della banchina del molo per i danni alla struttura, mentre il Comune ha comunicato la chiusura del tratto di via Campana all’altezza di Montagna Spaccata dopo la caduta di massi. In quella zona un grosso macigno ha schiacciato l’auto su cui viaggiava una coppia, un uomo di 60 anni e una donna di 51, rimasti illesi e portati in ospedale solo per controlli precauzionali. Manzoni ha definito la situazione «critica», spiegando che sono in corso le valutazioni per l’assistenza alla popolazione e per misurare l’entità dei danni agli edifici e alle vie principali; ha anche detto che le strade inagibili sono due. Resta interrotta la Cumana tra Bagnoli e Torregaveta, mentre la Circumflegrea è stata riaperta. Per i collegamenti marittimi, il prefetto ha riferito che in nottata è stata trovata una soluzione alternativa tra Ischia e Napoli e che operano 15 linee di traghetti. Il sindaco di Procida Luigi Muro ha annunciato sui social che «Domani riapre il porto di Pozzuoli».
Per l’accoglienza degli sfollati sono stati attivati centri tra Napoli e Pozzuoli con circa 200 posti disponibili secondo il prefetto. Il Palatrincone è stato allestito con 200 brandine e a Napoli è operativa anche un’area in via Terracina; in una prima fase, secondo Manzoni, al Palatrincone c’erano circa un centinaio di persone. Di Bari ha sottolineato che la macchina organizzativa è partita subito e che già a mezzanotte tutte le abitazioni erano tornate ad avere energia elettrica, dopo i blackout iniziali che avevano lasciato migliaia di case senza corrente. Ha aggiunto che la rete ferroviaria è stata riattivata dopo i sopralluoghi e che resta da risolvere il nodo della Cumana.
Sul fronte istituzionale, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha detto a Pozzuoli che il governo è presente e che i fondi già stanziati, oltre 550 milioni di euro, saranno integrati in base alle necessità degli interventi infrastrutturali. Ha chiarito che «Non ci sono limiti di risorse», ma che serve programmazione e priorità per le opere più fragili, richiamando anche il Programma per i Campi Flegrei avviato tre anni fa con «interventi preventivi nel pubblico e nel privato per oltre mezzo miliardo di euro». Musumeci ha avvertito che potrebbero verificarsi altre scosse superiori a magnitudo 3 e ha invitato tutti all’autocontrollo. Alla riunione operativa con lui hanno partecipato Manzoni, Di Bari, il commissario straordinario per l’area Fulvio Maria Soccodato, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il capo di Casa Italia Luigi Ferrara.
La Regione Campania ha annunciato che nei prossimi giorni si terrà una giunta straordinaria per stanziare 1 milione di euro da destinare all’anticipo del Contributo di autonoma sistemazione per chi ha dovuto lasciare la propria abitazione. Fico ha chiesto alla popolazione di restare tranquilla e ha spiegato che si sta lavorando con il governo e con Federalberghi per individuare strutture disponibili ad accogliere gli sfollati. Anche il vicepremier Antonio Tajani ha espresso vicinanza ai cittadini, dicendo di aver parlato con il prefetto e di essere impegnato a garantire assistenza agli sfollati e una soluzione per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici inagibili.
Alla vicenda è arrivata infine anche la solidarietà dell’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia, che ha espresso vicinanza alla Chiesa di Pozzuoli e alle comunità colpite, invitando istituzioni e fedeli a non lasciare soli anziani, bambini, persone con disabilità, ammalati e chi vive situazioni di fragilità. Battaglia ha parlato di una comunità chiamata a sostenersi nei momenti della prova mentre proseguono paura, verifiche e interventi sul territorio.




