Taranto entra in una settimana cruciale per l’ex Ilva, tra lo sciopero di 8 ore proclamato oggi da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb e i quattro incontri convocati tra martedì e giovedì al ministero delle Imprese da Adolfo Urso.
La mobilitazione di oggi rientra nella protesta nazionale che coinvolge tutto il gruppo. Nel primo turno, i lavoratori osserveranno 2 ore di assemblea dalle 7 alle 9 nell’area antistante il consiglio di fabbrica, seguite da 6 ore di sciopero fino a fine turno. Nel secondo e nel terzo turno l’astensione dal lavoro sarà invece di 8 ore. I sindacati hanno chiesto a ex Ilva, Confindustria Taranto, Confapi Taranto e Aigi il pagamento di 2 ore retribuite per l’assemblea.
Le stesse modalità sono previste domani anche per la protesta degli edili di Cgil, Cisl e Uil impiegati nello stabilimento. Non si esclude inoltre che, dopo l’assemblea, la mobilitazione possa spostarsi all’esterno dell’acciaieria, come già accaduto in passato con blocchi delle statali Appia e 106 e manifestazioni in città.
Il clima è aggravato dal decreto della Corte d’Appello di Milano, che lunedì scorso ha disposto la fermata dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto perché inquinante. Secondo la ricostruzione, fra 90 giorni l’ex Ilva non potrà più produrre acciaio a Taranto e quindi non potrà alimentare gli impianti a valle, l’area a freddo di Taranto e quelli di Genova, Novi Ligure e Racconigi.
Gli appuntamenti al Mimit, anticipati da Urso nella video call con le istituzioni di Taranto e della Puglia, inizieranno martedì 4 agosto alle 10 con i sindacati. Il 5 agosto sono previsti due tavoli: alle 10 il Tavolo Taranto, per esaminare i progetti industriali presentati dai soggetti interessati a nuovi investimenti sul territorio, e alle 12 l’incontro con Confindustria, Federacciai e Federmeccanica per approfondire le prospettive degli stabilimenti ex Ilva con le principali imprese siderurgiche nazionali. Il 6 agosto alle 10 sarà invece la volta delle associazioni delle imprese dell’indotto, chiamate a valutare le prospettive produttive e industriali del sito e le ricadute sul sistema locale.
Alla riunione con i sindacati e al Tavolo Taranto parteciperanno anche Presidenza del Consiglio, ministeri dell’Economia, dell’Ambiente, degli Affari europei e delle politiche di coesione e del Lavoro, oltre a Invitalia e ai commissari Ilva e AdI. Al Tavolo Taranto del 5 agosto si aggiungeranno Cassa Depositi e Prestiti, Autorità portuale del Mar Ionio, Agenzia del Demanio, Area sviluppo industriale di Taranto, Confindustria Taranto, Casartigiani Taranto, Cna Brindisi-Taranto, Confapi Taranto, Confartigianato Taranto, Confagricoltura Taranto e le imprese che hanno presentato progetti di investimento nella provincia di Taranto e nelle aree limitrofe.




