Il Consiglio dei ministri dovrebbe prorogare domani pomeriggio di alcuni giorni il taglio delle accise sui carburanti, oggi limitato al gasolio e pari a 17 centesimi al litro. L’intervento servirebbe soprattutto a prendere tempo per definire nelle settimane successive una misura più selettiva, indirizzata alle fasce di reddito e alle categorie professionali considerate più esposte al rialzo dei beni energetici.
La linea, secondo quanto emerso, sarebbe stata condivisa in un confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Fonti di governo spiegano che il provvedimento in scadenza domani “non sarà la misura definitiva”, ma dovrà accompagnare l’arrivo di un intervento “maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato”.
Salvini, a margine del Meeting di Rimini, ha confermato che l’esecutivo prorogherà lo sconto diesel «per alcuni giorni, fino a settembre, immagino». Il leader della Lega ha aggiunto che in seguito vorrebbe un intervento «più continuativo» e «più sostanzioso», ma ha ricordato che «servono soldi». Il nodo resta infatti quello delle risorse disponibili: il taglio attuale è in vigore dal 5 agosto, mentre con diverse modulazioni lo sconto sui carburanti va avanti dal 19 marzo attraverso sette provvedimenti, per un impegno complessivo di 2 miliardi di euro.
Intanto il governo continua a monitorare l’andamento del greggio, nella speranza che un allentamento delle tensioni globali faccia scendere i prezzi dell’energia. Sul fronte dei listini alla pompa, durante il controesodo si teme che gli automobilisti possano trovare valori stabilmente sopra i 2 euro al litro.
Le associazioni dei consumatori chiedono però risposte più nette. Il Codacons sostiene che la soglia psicologica dei 3 euro al litro sia già stata superata e cita il Supreme Diesel a 3,159 euro al litro sulla A-22 Brennero-Modena. L’associazione contesta anche l’idea di sconti mirati o bonus limitati ad alcune fasce di reddito e chiede che «qualsiasi nuova misura contro il caro-carburanti deve riguardare tutti gli automobilisti».
Unimpresa richiama invece il confronto europeo e segnala che la Danimarca resta il Paese Ue con i carburanti più cari, con benzina a 2,445 euro al litro e diesel a 2,250 euro, mentre l’Italia è settima nella classifica europea. Dalle opposizioni arriva infine la richiesta di un intervento più incisivo: Angelo Bonelli, per Avs, invita Meloni a proporre una norma che consenta di fissare temporaneamente per legge un prezzo amministrato dei carburanti, «così da tutelare famiglie e imprese».




