Il Canada ha annunciato contromisure commerciali contro i dazi introdotti dagli Stati Uniti, con tariffe su acciaio e prodotti lattiero-caseari americani, ma anche su industria cartaria, macchinari agricoli ed elettronica. Le misure entreranno in vigore l’8 settembre e avranno, secondo il primo ministro Mark Carney, un valore “esattamente” uguale a quello dei dazi statunitensi entrati in vigore oggi.
In conferenza stampa, Carney ha spiegato di aver deciso ieri sera di interrompere i negoziati con Washington, poco prima della scadenza dell’ultimatum della Casa Bianca, per evitare un’intesa ritenuta sfavorevole. «Non possiamo accettare le loro proposte e non daremo loro ciò che chiedono», ha detto, aggiungendo che i negoziatori statunitensi «chiedevano troppo e offrivano troppo poco».
Il premier canadese ha usato toni duri nei confronti di Washington, descrivendo l’atteggiamento americano come un attacco. «Quel che è chiaro», ha dichiarato, «è che gli americani stanno attaccando il Canada, e lo stanno facendo in guerra». Ha poi osservato che «l’America è cambiata» e che «non possiamo controllare la tempesta che si abbatte da Washington».
Le nuove tariffe canadesi colpiranno importazioni per circa 20 miliardi di dollari, inclusi cemento e mazze da hockey. Il provvedimento arriva in un quadro di relazioni bilaterali definite ai minimi storici, peggiorate da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca nel gennaio 2025 e ha rilanciato l’idea di fare del Canada il “51 Stato” degli Stati Uniti. L’ultima ondata di dazi americani riguarda anche prodotti normalmente coperti dall’accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Ottawa aveva cercato un alleggerimento delle tariffe sui comparti più esposti, soprattutto quello siderurgico, e aveva chiesto alle province di fermare il boicottaggio di vini e liquori americani, una misura gradita a Washington. Ma non sono arrivati risultati.
La sospensione dei colloqui ha raccolto il sostegno dell’intera classe politica canadese. Il premier della Columbia Britannica, David Eby, ha commentato: «La nostra cortesia non deve mai essere scambiata per debolezza. Ci difenderemo sempre».
Carney ha ammesso che la nuova fase di dazi e controtariffe può pesare sull’economia canadese, considerando che gli Stati Uniti restano di gran lunga il principale partner commerciale del Paese e assorbono circa il 70% delle esportazioni canadesi. Per questo ha promesso sostegni alle imprese “per tutto il tempo necessario”, con i dettagli attesi la prossima settimana.
Dal suo insediamento nel marzo 2025, il premier ha cercato di ridurre la dipendenza dal mercato statunitense, puntando su nuovi partner in Asia e in Europa. Tra i progetti avviati figura anche un nuovo oleodotto per collegare i giacimenti petroliferi dell’Alberta alla costa del Pacifico e spedire il petrolio canadese in Asia. Carney ha rivendicato una maggiore tenuta del Paese in questa fase di tensione: «Siamo più forti ora di quanto non fossimo quando gli Stati Uniti hanno iniziato questa guerra commerciale. Più uniti, più determinati, più ambiziosi».




