Nel caso che coinvolge Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, da un lato arriva il tentativo della difesa di chiarire il viaggio verso Addis Abeba, dall’altro resta ferma la decisione del gip di Roma di tenere Lavitola in carcere a Rebibbia.
L’avvocato Sergio Cola, parlando al Corriere della Sera, ha spiegato che quel biglietto non sarebbe stato il segnale di una fuga. Secondo il legale, il suo assistito era atteso a una conferenza dei servizi in Africa legata a un’impresa di carbon credit, appuntamento che poi si è svolto in videoconferenza. Sulla domanda se Ranucci fosse a conoscenza del piano, Cola ha scelto la linea del riserbo, sostenendo che il suo è un silenzio «senza ambiguità» e precisando di non poter riferire quanto emerso dopo un interrogatorio durato cinque ore.
Nelle carte, però, la giudice Iole Moricca ritiene che restino immutati il rischio di recidiva e quello di inquinamento probatorio. Nel provvedimento, il gip richiama anche la «disinvoltura criminale» con cui Lavitola avrebbe programmato l’atto intimidatorio e la rete di contatti a sua disposizione, compreso Clesio Tavares, che risulta ancora libero e in Africa.
La stessa ordinanza riferisce inoltre che Lavitola, pur ammettendo di essere il mandante dell’azione delittuosa, avrebbe cercato di ridimensionare il proprio ruolo. Avrebbe negato di conoscere le modalità operative e di aver svolto il sopralluogo del 15 settembre 2025, proponendo anche un movente diverso, presentato come legato soltanto all’interesse della persona offesa.
Separatamente, giovedì 13 agosto il Comitato etico Rai ha consegnato all’amministratore delegato Giampaolo Rossi la relazione conclusiva sulla vicenda Ranucci. Da ambienti Rai filtra che Rossi la analizzerà nei prossimi giorni, ma il documento resterà secretato e non scatterà alcun automatismo sulla possibile sostituzione del giornalista alla guida di Report: eventuali scelte editoriali dovranno essere prese in un secondo momento.
In azienda, intanto, si registrano preoccupazione e malcontento per l’impatto reputazionale del caso e per le possibili ricadute economiche, in particolare sulla raccolta pubblicitaria.




