Napoli si conferma la principale destinazione italiana per le presenze alberghiere di agosto, con un’occupazione media attesa dell’87% che sale al 90% nella settimana di Ferragosto. Il dato emerge da un’indagine di Confindustria Alberghi tra le imprese associate.
Su scala nazionale, l’occupazione media prevista si attesta al 71%, in crescita di oltre sei punti rispetto al 64,8% dello stesso periodo del 2025. Nelle destinazioni urbane, però, il quadro resta più debole: il tasso si ferma al 68,6% e il 41,7% delle strutture segnala un calo delle prenotazioni.
Il sostegno principale al capoluogo campano arriva dalla domanda italiana, mentre i flussi esteri stanno spostando il proprio peso su primavera e autunno. Anche i numeri dell’Osservatorio Turistico Urbano del Comune di Napoli indicano un rafforzamento della bassa stagione, con 1.750.000 presenze a gennaio, 1.700.000 a febbraio e una stima di circa 2,2 milioni a settembre.
La stessa tendenza emerge dall’indice StagioMetro di Demoskopika, che segnala una distribuzione diversa delle presenze: quelle concentrate nel quadrimestre giugno-settembre scendono al 56,9% del totale, mentre i mesi primaverili e autunnali arrivano a raccogliere quasi il 30% delle preferenze complessive.
Per Amedeo Conte, ceo di Worldtours, il cambiamento è già pienamente in atto. «Il fatto che Napoli non sia più una città esclusivamente primaverile non è più una previsione, è una condizione acquisita, e va trattata come tale», ha affermato. Conte ha spiegato che una stagione distribuita su dieci mesi impone una diversa organizzazione di flotte, contratti e personale, con una programmazione non più centrata su un solo periodo dell’anno.
Secondo Conte, agosto «tiene, e tiene bene», ma soprattutto grazie al mercato interno. La crescita dell’anno, ha aggiunto, è arrivata dall’estero, con turisti stranieri più orientati verso aprile, maggio e settembre anche per ragioni climatiche.
Il nuovo assetto dei flussi, infine, apre una riflessione sulla gestione dei calendari cittadini: settembre può beneficiare di grandi eventi come la Coppa America, mentre agosto resta un mese da presidiare in assenza di appuntamenti rilevanti e con temperature elevate, bilanciando la crescita delle mezze stagioni con la tenuta della domanda estiva interna.



