NEGOZIO LEGGERO: PRODOTTI LIGHT

L’idea la dobbiamo a Ecologos, un ente di ricerca ambientale di Torino che nel 2009, all’alba della crisi, ha aperto in città il primo Negozio Leggero: un punto vendita specializzato nel commercio di prodotti sfusi, quindi senza packaging (quante volte ci siamo ritrovati a contemplare imballaggi di rara creatività e di altrettanto rara inutilità?

Lo sapete che incidono sulla nostra spesa dal 30 al 70%, a seconda del prodotto?). Risparmiare sugli involucri significa ridurre sprechi e rifiuti, e infatti nel Negozio Leggero – punti vendita in franchising per ora a Torino, Moncalieri (To), Novara, Milano, Asti e Roma – gli scaffali con le merci inscatolate hanno lasciato il posto ai distributori da cui i clienti spillano quel che occorre. La scelta spazia dagli alimentari – tra cui riso, pasta, caffè, spezie, uova – ai detersivi e ai prodotti cosmetici o per l’igiene personale.

negozio leggero

Negozio leggero, anche una sezione dedicata ai libri di cucina

C’è anche una sezione che propone libri di cucina, con ricette legate a uno stile di vita più sostenibile e rispettoso dell’ambiente. E’ in linea con questo orientamento l’offerta dei pannolini in cotone per bambini, lavabili e riutilizzabili (quelli usa e getta rappresentano in Italia il 5-6% dei rifiuti complessivi). I contenitori, da riutilizzare più volte, si possono acquistare presso il Negozio Leggero, oppure si possono portare a casa.

Il negozio di Torino ha attivato il servizio consegne a domicilio, in bicicletta naturalmente (www.ecologos.it; www.negozioleggero.it). Se vi interessa invece contribuire a rendere più “light” il vostro Comune, o l’azienda in cui lavorate, fa al caso vostro il progetto Riducimballi, sempre di Ecologos: un’iniziativa che si rivolge anche alle istituzioni pubbliche, e punta all’eliminazione dei rifiuti alla fonte. Un’iniziativa davvero ammirabile e a favore dell’ambiente, oltre che delle tasche dei consumatori che non si vedono costretti a pagare la maggior parte del prezzo di ciò che acquistano per un imballaggio che poco dopo diventerà rifiuto. 

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