Tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà sono state rubate al Museo regionale interdisciplinare di Messina (MuMe), in un furto scoperto a Ferragosto intorno alle 21. Le opere fanno parte del nucleo più prezioso legato ad Antonello da Messina e il museo resterà chiuso al pubblico per consentire rilievi e messa in sicurezza della struttura.
La segnalazione è partita da un cittadino che ha notato alcune tavole sul viale Annunziata, vicino al museo, e ha chiamato il 112. Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato e la Scientifica per i primi rilievi. Secondo una prima ricostruzione, i ladri sarebbero entrati nel giardino passando attraverso due sbarre piegate della recinzione e avrebbero poi forzato una porta laterale per accedere all’edificio.
Tra le opere sottratte, nel polittico, figurano la Madonna in trono con il Bambino e due angeli. Sul posto sarebbero invece rimaste le tavole dei santi Gregorio e Benedetto. La tavoletta bifronte, invece, sarebbe stata portata via direttamente da una teca blindata. Il museo era dotato di allarme e videosorveglianza.
La direttrice del MuMe, Marisa Mercurio, ha parlato di un episodio durissimo e ha ricordato che il polittico è composto da cinque tavole: due sono state recuperate fuori dal museo, mentre le altre, insieme alla tavoletta bifronte, risultano trafugate. Ha ribadito che la struttura era videosorvegliata e protetta da allarme.
Dal ministero della Cultura, Alessandro Giuli ha espresso «sconcerto» e «vicinanza alla città e all’intera comunità per quanto accaduto», aggiungendo di confidare nell’operato della Polizia. Ha anche precisato che la gestione dei musei siciliani ricade nella Regione autonoma. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha assicurato la massima collaborazione alle indagini e ha sostenuto che «l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente». Schifani ha inoltre annunciato un’ispezione interna per verificare eventuali responsabilità del personale di custodia.
Dal Comune di Messina, l’assessore alla Cultura Enzo Caruso ha definito il colpo un furto «studiato da professionisti» e ha osservato che la recente attenzione su Antonello da Messina, anche per l’acquisto di un suo quadro per 15 milioni di euro, potrebbe aver attirato i ladri. Per Caruso si tratta di una tragedia per la città del pittore, considerando il valore inestimabile delle opere.
Anche dal mondo culturale sono arrivate reazioni dure. Dario Stazzone, docente all’Università di Catania e presidente della Società Dante Alighieri etnea, ha paragonato la gravità dell’episodio al furto della Natività di Caravaggio a Palermo nel 1969 e ha chiesto le dimissioni della dirigenza del museo e dell’assessore regionale, domandandosi dove fossero custodi e impianto d’allarme. Simona Modeo, archeologa e vice presidente regionale di Siciliantica, ha spiegato che manca personale e che i custodi non bastano a garantire la tutela del patrimonio. Serena Raffiotta ha denunciato la vulnerabilità dei sistemi di sicurezza e ha chiesto una verifica immediata di tutti i piani di sicurezza dei siti e musei siciliani. Caterina Greco, ex direttrice del Museo Salinas di Palermo, ha parlato di uno «tsunami» per i beni culturali siciliani e ha ricordato che al MuMe sono conservate anche due opere di Caravaggio.
Il Pd ha annunciato un’interrogazione parlamentare a Giuli per chiedere iniziative utili a recuperare le opere e a prevenire nuovi episodi. Le tre tavole del polittico e la tavoletta bifronte sono considerate tra i capolavori più importanti di Antonello da Messina. Il Polittico di San Gregorio, commissionato nel 1473 dalla badessa Fabria Cirino per il monastero di Santa Maria extra moenia, era originariamente composto da sei tavole su più registri; una tavola della cimasa è già perduta da tempo e delle cinque superstiti custodite a Messina, tre sono state portate via. La tavoletta bifronte, databile tra il 1465 e il 1474, era nella collezione privata di Wilhelm Soldan dal 1930, fu attribuita ufficialmente ad Antonello nel 2003 e acquistata nello stesso anno dalla Regione Siciliana all’asta di Christie’s.



