L’eruzione dell’Etna continua a mettere sotto pressione l’aeroporto di Catania Fontanarossa e l’intero sistema aeroportuale siciliano. Tra il 6 e il 12 agosto, su circa 1.974 voli programmati, il 36% è stato cancellato per le limitazioni operative legate alla cenere vulcanica, mentre circa 630 collegamenti sono stati dirottati verso altri scali dell’isola, soprattutto Comiso, Palermo e Trapani.
Un altro bilancio riferisce di oltre 700 voli saltati in pochi giorni a Fontanarossa, tra cancellazioni e riprotezioni. Arrivi e partenze risultano sospesi fino alle 2 di domani e la nube di cenere resta orientata a sud, verso lo scalo catanese. Le informazioni diffuse parlano anche di decine di migliaia di passeggeri coinvolti e di danni stimati per almeno 24 milioni di euro al sistema turismo.
Sac, la società che gestisce l’aeroporto, ha spiegato di essere al lavoro con istituzioni, Protezione civile e altri aeroporti siciliani per garantire la continuità dei collegamenti e l’assistenza ai viaggiatori. L’obiettivo, ha sottolineato la società, è mantenere il massimo livello possibile di operatività, ma la sicurezza resta il criterio prioritario in ogni decisione, soprattutto in una fase caratterizzata da intensità e durata del fenomeno in piena stagione di traffico.
La Regione ha intanto chiesto alle società che gestiscono i trasporti su ferro e su gomma di aumentare i collegamenti tra città e scali con servizi integrativi e straordinari. Sono stati inoltre attivati i volontari del sistema regionale di Protezione civile, circa 30 per turno, con gazebo per distribuire acqua e fornire informazioni sui voli attivi.
Il governatore Renato Schifani ha detto che la Regione, pur non avendo competenze dirette sulla gestione del traffico aereo, ha scelto di intervenire collaborando con le società aeroportuali e attivando la Protezione civile per fronteggiare una situazione che coinvolge decine di migliaia di passeggeri e che ha già fatto saltare circa 700 voli a Fontanarossa.
Nel dibattito intervengono anche i sindacati, che chiedono un intervento strutturale. Cgil, Cisl e Uil Sicilia con le categorie dei trasporti sollecitano il rafforzamento dell’intermodalità tra aereo, ferro e gomma e chiedono alla Regione un incontro urgente con l’assessore competente e i gestori degli aeroporti di Catania, Comiso, Palermo e Trapani. Le organizzazioni invocano protocolli condivisi, collegamenti straordinari tra gli scali in caso di emergenza e misure di tutela per lavoratori, forze dell’ordine e personale di sicurezza, oltre al coinvolgimento della Protezione civile per prevenzione e assistenza, soprattutto con le alte temperature e per i passeggeri fragili.
Dal fronte politico, il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, intervenendo a Taormina durante «Bar Italia», ha collegato la crisi di questi giorni alla necessità di nuovi investimenti nelle infrastrutture aeroportuali. Ha affermato di essersi battuto per accelerare la privatizzazione dei quattro aeroporti siciliani e ha sostenuto che Fontanarossa e Comiso sono «finalmente in fase decisiva». Secondo Urso, alla gara hanno partecipato grandi aziende aeroportuali italiane e internazionali, e il percorso dovrebbe chiudersi presto, con l’estensione del progetto anche a Palermo e Trapani. Il ministro ha aggiunto che la gestione aeroportuale rientra nel perimetro della golden power e che lo strumento verrà esercitato anche dopo l’aggiudicazione per «codificare e blindare gli investimenti» e mantenere sotto controllo strategico l’operazione.
Per i passeggeri è stata diffusa anche una guida ai diritti in caso di cancellazione o dirottamento per eruzione vulcanica. La chiusura dello spazio aereo è considerata una «circostanza eccezionale» e quindi non dà diritto all’indennizzo economico extra previsto in altri casi. Restano però dovuti il rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro volo, oltre ai servizi di assistenza: pasti e bevande, hotel se necessario il pernottamento, trasferimenti da e per l’albergo e due comunicazioni. Se la compagnia non provvede, il viaggiatore può anticipare le spese e chiederne il rimborso con scontrini e ricevute. Se il volo atterra in uno scalo alternativo come Palermo o Comiso, il trasferimento fino all’aeroporto previsto dal biglietto resta a carico della compagnia oppure può essere organizzato dal passeggero e poi rimborsato.




