Una nuova ondata di caldo di matrice africana sta investendo l’Italia e buona parte dell’Europa centro-orientale, con temperature stimate fino a 6-8 gradi sopra la media stagionale e un’afa destinata a farsi sentire soprattutto nei bassi strati dell’atmosfera.
Le previsioni indicano che la fase più intensa non si esaurirà in tempi brevi. Il caldo resterà molto forte almeno per il primo weekend di agosto e, secondo gli aggiornamenti del Centro Meteo Italiano, non si vedono cambi di scenario significativi almeno fino al secondo weekend del mese. In una delle analisi viene anche segnalato che i modelli non mostrano svolte per gran parte della prima decade di agosto.
In Italia l’emergenza sanitaria è già evidente: il Ministero della Salute segnala oggi 11 città con il bollino rosso, tra cui Bolzano, Torino, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Viterbo e Campobasso. Per domani il livello massimo di allerta dovrebbe salire e coinvolgere 19 città.
Le temperature previste confermano il quadro critico. Nelle zone interne del Centro e in Pianura Padana le massime percepite e reali potranno raggiungere o superare i 40 gradi, mentre Roma e Latina sono indicate fino a 39 gradi percepiti. Le notti resteranno tropicali, con minime che non scenderanno abbastanza e un riposo difficile soprattutto nei grandi centri urbani.
Il tempo, però, non sarà identico ovunque. Oggi il Centro-Sud dovrebbe restare in gran parte asciutto, mentre al Nord sono attesi temporanei aumenti di instabilità con acquazzoni e temporali dalle Alpi verso le pianure tra tardo pomeriggio e sera. Domani e nel primo weekend di agosto il quadro dovrebbe mantenersi per lo più stabile e molto caldo, con fenomeni localizzati di calore sui rilievi alpini e appenninici; in una delle previsioni si parla anche di qualche temporale pomeridiano su Sicilia e zone interne del Sud.
La prossima settimana sarà ancora dominata da un costante apporto di aria calda continentale, con umidità in aumento nei bassi strati e conseguente crescita dell’indice di calore.
L’ondata di calore sta già portando diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale a misure straordinarie. In Ungheria, dove sono previsti 40-41 gradi, il premier Péter Magyar ha chiesto alle industrie un taglio volontario dei consumi elettrici per evitare un blackout generale; a Szentendre, rimasta senza acqua, è intervenuto l’esercito con due autobotti e 7.000 sacchi d’acqua.
In Slovacchia è attiva l’allerta massima nel sud-ovest, con temperature tra 34 e 39 gradi e rischio incendi elevato. A Bratislava sono state allestite oltre 30 stazioni di raffreddamento con spazi climatizzati, servizi igienici e acqua potabile.
In Slovenia l’operatore Slovenske Železnice ha disposto il rallentamento dei treni tra le 12:00 e le 19:00 per evitare la deformazione dei binari, mentre sulla costa adriatica si teme il superamento del record storico della temperatura del mare, fissato a 30,4 gradi e registrato nel 2010.
In Romania restano attive allerte gialla e arancione nelle regioni occidentali, con punte di 40 gradi. In Austria sono attesi 38-39 gradi fino all’inizio della prossima settimana e GeoSphere Austria parla di siccità «estrema»: le precipitazioni sono sotto del 30% rispetto alla media e i primi sette mesi del 2026 risultano i più secchi dall’inizio del XX secolo.




