Nuovi scontri nel pomeriggio di sabato in Val di Susa, durante il corteo No Tav nei pressi dei cantieri dell’alta velocità di San Didero e Chiomonte. Secondo la ricostruzione, alcuni manifestanti incappucciati hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti.
Diverse immagini e filmati mostrano anche due camionette dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza date alle fiamme. Il sindacato di polizia Coisp parla di almeno 50 agenti feriti. Il movimento No Tav contesta la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione.
Dopo i fatti, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti la sua solidarietà e il suo ringraziamento «per la loro azione al servizio della comunità nazionale». Il Quirinale ha aggiunto che il capo dello Stato ha espresso anche vicinanza agli agenti feriti.
Sui social la premier Giorgia Meloni ha condannato duramente gli episodi, sostenendo che «La violenza dei No Tav non piegherà lo Stato» e che chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le forze dell’ordine «non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato». Ha poi ribadito che «chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo».
Nel centrodestra sono arrivate altre reazioni: Matteo Salvini ha chiesto «mano pesante contro questi criminali», mentre il deputato leghista Eugenio Zoffili ha sollecitato di portare avanti la proposta di legge che equipara antifa e antagonisti alle organizzazioni terroristiche. Antonio Tajani ha parlato di «assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa».
Il riferimento politico è anche alla piazza convocata a Bologna dal sindaco Matteo Lepore dopo la morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, di origine marocchina, avvenuta durante un fermo di polizia. Dal Pd, il responsabile Sicurezza Matteo Mauri ha preso le distanze dalla violenza, esprimendo «vicinanza alle donne e uomini in divisa che sono stati bersaglio di violenza preordinata» e definendo «intollerabile» che chi svolge un servizio per la collettività venga aggredito.
Allo stesso tempo, alcuni esponenti dem favorevoli all’opera hanno contestato l’uso politico della vicenda: Pierfrancesco Maran ha ricordato che «La Tav è una infrastruttura fondamentale» e ha definito «inqualificabili» le strumentalizzazioni del governo; Filippo Sensi ha parlato di «penosa strumentalizzazione» e di una situazione ridotta a «Ultras contro ultras». Anche Italia Viva ha condannato gli episodi: Matteo Renzi ha chiesto che i responsabili paghino, mentre Silvia Fregolent ha criticato la propaganda sui decreti sicurezza e ha detto che «Oggi a Chiomonte viene da chiedersi: che fine ha fatto tutta quella propaganda?». Il Movimento 5 Stelle sostiene invece che «le violenze fanno il gioco dei Sì Tav». Condanne nette sono arrivate anche da Più Europa, con Riccardo Magi, e dai Verdi, con Angelo Bonelli.
