Tessuti naturali ed innovativi per una moda 100% ecologica

Tessuti biologici, tessuti naturali o ricavati riciclando al 100% materiale di ri-uso oppure tessuti completamente di origine vegetale (per esempio ricavate dalle bucce di arancia) queste sono, forse, le nuove frontiere della moda e del fashion design?

Tessuti innovativi e naturali per una moda 100% sostenibile

Nonostante costituisca un settore di grande rilevanza economica, l’industria tessile e dell’abbigliamento (il meraviglioso mondo della moda e del fashion design)  è caratterizzata da processi fortemente impattanti per l’ambiente, sia in termini di utilizzo di risorse naturali (innanzitutto acqua), che di emissione di gas serra.

Si calcola che circa il 10% delle emissioni globali derivino dall’attività produttiva tessile.

Fortunatamente le cose stanno cambiando, e grazie a una maggiore attenzione verso i temi della sostenibilità, a campagne di sensibilizzazione e a nuove idee commerciali molte aziende si stanno convertendo a una produzione ecosostenibile, mentre nuove aziende di moda nascono con l’intento di sperimentare soluzioni valide per il raggiungimento di un’economia circolare, un’economia cioè in cui tutto si può riciclare per una moda 100% naturale e magari completamente crueltyfree, anche da un punto di vista economico se è vero che stanno aumentando gli italiani vegetariani o vegani si aprono fette di mercato molto interessanti, testimoniate anche da un crescente interesse verso business ad impatto zero sull’ambiente (o fortemente ridotti) ed anche nella filiera tessile l’Italia si sta aprendo a nuovi modi di fare “moda” e creare tessuti innovativi, naturali, ecologici e crueltyfree.

Tessuti innovativi per la salvaguardia dell’ambiente

L’industria della moda ha insita una componente di spreco dovuta al continuo bisogno di novità, e l’affermazione in questi ultimi decenni della filosofia della fast fashion ha fatto crescere il problema in modo esponenziale. Basti ricordare che ogni anno vengono prodotti circa 80 miliardi di capi di abbigliamento, e che dei quasi 6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili scartati in Europa solo il 25% sono riciclati. Ma la moda è anche un grande laboratorio di idee dove si sperimentano nuovi materiali che siano in grado di coniugare sostenibilità e standard qualitativi richiesti dal mercato.

Dagli scarti alimentari filati green

Arance, ananas, vini e birre prodotti sicuramente buoni da mangiare, ma anche da tessere! La moda del futuro fa degli scarti alimentari una risorsa con cui realizzare filati innovativi che rispondano alle esigenze del mercato e al bisogno di sostenibilità, perfezionando processi produttivi che riducono il consumo d’acqua e di sostanze tossiche. Ecco una selezione dei più interessati.

  • Orange Fiber: un tessuto dalle aranceÈ il progetto di start-up italiana che si propone di realizzare filati dalla cellulosa estratta dallo scarto delle arance utilizzate nella produzione industriale di succhi. Il tessuto ha l’aspetto della seta e viene arricchito di oli essenziali che nutrono la pelle.
  • PiñatexÈ un tessuto 100% biodegradabile e naturale realizzato con gli scarti della lavorazione dell’ananas. Dalla lavorazione di queste fibre si ottiene un materiale similpelle adatto alla produzione di scarpe, borse e vestiti.
  • Fibra di bananaIn Giappone, le banane venivano utilizzate fin dal tredicesimo secolo per produrre un tessuto leggerissimo, impiegato ancora oggi per confezionare i Kimono. Secondo alcuni studi i filati in fibra di banana essendo economici, biodegradabili ed ecocompatibili sono destinati ad avere un notevole sviluppo.
  • Wineleather: similpelle naturale e cruelty-freeAnche in questo caso l’idea è tutta italiana. Wineleather è una pelle 100% naturale ricavata dalle vinacce della produzione del vino. Nata dall’idea dell’architetto Gianpiero Tessitore che cercava un’alternativa alle pelli animali per rivestire i suoi divani, Wineleather ha dato ottimi risultati ed è in attesa di integrazione del brevetto.Se è vero che molte novità sono ancora in fase di sperimentazione, c’è da dire che il settore tessile sta vivendo un periodo di grande fermento alla ricerca di alternative più sostenibili.

Articolo a cura della Redazione di Natural Mania il Magazine a tutto Green :
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