A Roma si è aggravato il confronto sul futuro di Spin Time, l’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme occupato da anni e abitato da circa 300 persone. Il rifiuto della proprietà alla proposta del Campidoglio per una soluzione ponte e per un eventuale acquisto ha riaperto la partita, mentre il Comune ha già attivato un piano d’emergenza per la ricollocazione degli occupanti.
Il sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto il 6 agosto a «In Onda» su La7 e poi il 7 agosto davanti all’assemblea pubblica degli occupanti, ha detto di essere «molto amareggiato» per un «no irrevocabile» che ritiene deciso in anticipo. Ha spiegato che il Campidoglio aveva messo sul tavolo «la proposta migliore possibile»: immissione immediata dell’immobile nella disponibilità di Roma Capitale, lavori di messa in sicurezza per circa 800 mila euro interamente a carico dell’amministrazione e un uso temporaneo per almeno 120 persone per 60-90 giorni, in attesa dell’acquisto.
Secondo il sindaco, l’offerta era anche «economicamente non svantaggiosa» per la proprietà. Gualtieri ha ricordato che nel tempo il complesso avrebbe garantito ai proprietari «più di 200 mila euro al mese» tra affitti e indennità pagate dallo Stato, senza costi di ristrutturazione a loro carico.
Il Campidoglio, intanto, non intende chiudere la strada della compravendita. Gualtieri ha detto che verranno comunque avviate le procedure di legge per la stima dell’immobile e che questa opzione «non è abbandonata». Parallelamente, però, Roma Capitale ha predisposto una soluzione immediata per chi vive nello stabile: «da subito, già da lunedì», ha annunciato il sindaco, il Comune sarà in grado di sistemare le persone in alloggi dignitosi attingendo ai posti convenzionati con la Protezione Civile e ad altre strutture.
Per i primi 23 nuclei familiari è previsto un passaggio temporaneo in un albergo vicino, con la possibilità di accedere entro 60 giorni alle prime case popolari disponibili. Il Comune ha inoltre confermato la volontà di individuare uno spazio dedicato per non disperdere l’esperienza sociale e culturale di Spin Time Labs.
Nell’assemblea pubblica del 7 agosto, Gualtieri ha attribuito al centrodestra la difficoltà a comprendere che la vicenda riguarda persone che hanno diritto alla casa. Ha definito Spin Time «un drammatico e rumorosissimo simbolo di un fallimento, che non è degli ultimi anni ma degli ultimi decenni» e ha chiamato in causa responsabilità istituzionali più ampie, citando una Regione che avrebbe detto che gli immobili «non sono agibili», un governo assente e un’Europa ancora sorda sul tema abitativo.
Sui contatti con il Viminale, il sindaco ha chiarito che in questa fase non c’è stata un’interlocuzione diretta con il ministro Matteo Piantedosi, mentre il prefetto ha svolto un ruolo «molto importante» nel negoziato.
La società Investire SGR, che gestisce il Fondo Immobili Pubblici ed è oggi proprietaria del complesso, ha respinto la proposta capitolina sostenendo che non esistano condizioni di legalità e sicurezza per un uso, anche temporaneo, dello stabile. Nella nota la società ha richiamato l’incendio dei giorni scorsi, il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria e le gravi carenze manutentive accumulate in tredici anni di occupazione, affermando che l’edificio non avrebbe le condizioni di sicurezza e agibilità necessarie per fini abitativi.
La società ha però detto di restare disponibile a valutare «in tempi celeri» una proposta d’acquisto a valori di mercato e ha annunciato un intervento economico volontario a favore delle persone più fragili. Il Campidoglio ha contestato le obiezioni, sostenendo che i tecnici comunali hanno escluso criticità strutturali tali da bloccare il percorso e che, sul piano giuridico, con l’immissione in possesso la responsabilità connessa all’uso dell’immobile sarebbe passata a Roma Capitale.
Restano così aperti due fronti: da una parte il tentativo di portare avanti, se possibile, il percorso per l’acquisto; dall’altra l’emergenza sociale, con il trasferimento immediato degli occupanti in sistemazioni provvisorie e l’impegno del Comune a non lasciare nessuno senza una soluzione abitativa.




