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Grado, storia della città

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Splendida città lagunare in provincia di Gorizia, Grado è una delle località turistiche e termali più visitate del Friuli Venezia Giulia. Nel centro storico si trovano diverse testimonianze che narrano il passato della città, scopriamo quali sono e tutto ciò che c’è da sapere.

Un po’ di storia

Situata sulla riviera adriatica, Grado è nota anche con l’appellativo di Isola d’Oro perché si trova appunto su un isolotto unito tramite un istmo alla terraferma. Divenuta in epoca romana porto molto trafficato, la vicinanza con Aquileia diede modo all’isola di espandere la sua vocazione mercantile.

Risale al 568 il trasferimento del patriarcato di Aquileia a Grado, che segnò un periodo glorioso per la città, tanto che nacquero diversi monumenti di grande bellezza, alcuni dei quali ancora oggi sono testimonianza di questo glorioso passato.

Quando il patriarcato nel 1451 rientrò a Venezia, Grado attraversò un periodo di bassa fortuna, fino a cadere nel 1797 sotto il dominio austriaco con il Trattato di Campoformio. L’isola venne annessa all’Italia dopo la prima guerra mondiale e tornò alla ribalta come stabilimento termale solo agli inizi del Novecento.

Il centro storico è la parte della città che colpisce maggiormente, affascinante con i suoi vicoletti e le casette colorate dei pescatori. Infatti, si rivela molto interessante proprio perché si trova all’interno dell’antico castrum romano, che all’epoca consisteva nell’accampamento in cui risiedeva un’unità dell’esercito romano.

Testimonianze storiche

Tra i monumenti più rappresentativi della storia della città troviamo i resti dell’antica Basilica della Corte, nel pieno centro cittadino, situati accanto al palazzo comunale. I ruderi, riportati alla luce nel 1902, durante degli scavi per le prime condotte idriche, hanno permesso di scoprire il mosaico della pavimentazione, alcuni sarcofagi e le mura perimetrali. Si tratta della basilica più antica di Grado, risalente al IV secolo, poi, in seguito ad un incendio, la cappella cimiteriale, che è non è altri che l’odierna chiesa di Sant’ Eufemia, venne adibita a funzioni episcopali.

La Basilica di Sant’Eufemia è proprio il simbolo del lungo patriarcato di Grado, durato ben otto secoli, e anche la costruzione più importante della città. Costruita attorno al VI secolo, come già detto su una chiesetta preesistente, il progetto originario fortemente voluto dal vescovo Elia è stato ripristinato durante i restauri effettuati nel novecento.

La facciata è imponente ed è dotata di un campanile del XV secolo che presenta sulla cima la statua dell’Arcangelo Michele, nota come “L’Anzolo”. All’interno della basilica si può ammirare un pulpito in marmo, realizzato nell’XI secolo, in cui troneggia una cupola in stile moresco e dei bassorilievi che raffigurano i simboli degli Evangelisti.

A destra della Basilica si trova il Lapidario, uno spazio piccolo ma suggestivo, in cui sono contenuti reperti romani e paleocristiani. Il nucleo più consistente è quello del periodo paleocristiano e altomedioevale (IV – IX sec. d.C.), ma vi sono anche importanti esempi di scultura romana classica, come le due fronti figurate di sarcofago risalenti agli inizi III sec. d.C. e un ritratto di magistrato su stele del IV sec. d.C.

Sempre nella stessa area si trova il Battistero ottagonale, situato nel Campo dei Patriarchi. Risalente alla seconda metà del VI secolo, nel corso dei secoli è stato più volte rimaneggiato, ma nel 1928 è stato riportato all’aspetto originario asportando il pavimento di origine barocca e ribassando il livello di circa 2,20 m.

Altro edificio religioso eretto sempre nel VI secolo, e dunque testimonianza della magnificenza del patriarcato che tanta prosperità portò nell’isola di Grado, è la Basilica di Santa Maria delle Grazie, splendido esempio di arte paleocristiana. All’interno da ammirare sono l’altare, l’acquasantiera e la statua lignea della Madonna delle Grazie.

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